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Calcio Storico Fiorentino


Rievocazione storica a Giugno 2010

da dove inizia il gioco del calcio


Il gioco del calcio arriva dall'antichità, le prime tracce si strovano in Cina nel gioco Tsu-Chu che però era un gioco di abilità che consisteva nel tenere la palla in aria il più possibile ma non era un gioco di squadra, mentre in Giappone iniziarono a giocarlo in squadre che dovevano infilare il pallone di cuoio riempito da piume e capelli femminili all'interno di porte di bambù.
In Grecia poi si sviluppò il gioco chiamato Episkyros giocato con i piedi, da due squadre che dovevano far passare la palla fuori dalla linea che divideva il campo nel centro, ed anche se non fu mai inserito nei giochi olimpici, era molto amato da tutti questo lo fa pensare perché molti personaggi avevano il maestro del pallone.
Dalla Grecia passò a Roma cambiando il nome ed anche le regole, Harpastum venne chiamato che significa letteralmente: strappare a forza. Veniva giocato con un pallone pieno di stracci su terreni sabbiosi da due squadre di ugual numero. Questi giocatori dovevano strapparsi la palla a forza in mezzo alla folla di contendenti, era un gioco molto virile fatto di lotte serrate e di continui corpo a corpo per prendersi la palla.

Quando iniziò a Firenze il gioco del calcio


La tradizione vuole che il Calcio Storico Fiorentino sia la continuazione di questo gioco romano.
Nella seconda metà del 400 il calcio era diffusissimo tra i giovani fiorentini che lo praticavano spesso nelle strade o piazze, ma con il passare del tempo per ragioni di ordine pubblico fu organizzato soprattutto nelle piazze più importanti della città. I giocatori che scendevano in campo erano nobili, anche i futuri papi che dai 18 ai 45 anni giocavano vestiti in sfarzose livree d'epoca che didero il nome di "Calcio in costume".
Allora le partite venivano organizzate soprattutto nel periodo di Carnevale e fino al 600 ebbe popolarità. Nel secolo successivo scomparì in modo organizzato.

Chi e quando fu rievocato


Nel 1930 si rievocò questa tradizione medievale per la ricorrenza del quattrocentenario dall'assedio di Firenze su iniziativa del fascista gerarca Alessandro Pavolini organizzando un torneo tra i quartieri della città e da lì si è andato riaffermando diventando negli anni successivi la manifestazione rievocativa più importante di Firenze.

Oggi il Calcio in Costume quando e con chi si gioca


Attualmente le tre partite, due eliminatorie e la finale, si svolgono nel mese di giugno per il santo patrono San Giovanni in piazza Santa Croce. Le regole odierne del Calcio in costume fiorentino si rifanno a quelle del XVI sec. che si riassumevano in 33 articoli, oggi ricalcati in grandi linee.
Le partite durano 50 minuti disputate in un campo rettangolare ricoperto di sabbia; una linea bianca divide il campo in due quadrati identici e sui due lati del fondo viene montata una rete che sovrasta la palizzata, palizzata che circonda l'intero perimetro del gioco. Ventisette sono i calcianti che compongono ogni squadra: 4 portieri, 3 terzini, 5 mediani, 15 attaccanti. Al centro della rete viene montata la tenda del capitano e dell'alfiere che intervengono nelle risse per pacificare gli animi dei propri calcianti. L'incontro viene diretto dal Giudice Arbitro, dai 6 segnalinee e dal Giudice Commissario che risiede fuori dal campo. Al di sopra di tutti c'è il Maestro di Campo che interviene per ristabilire l'ordine e mantenere la disciplina in caso di zuffe sul terreno di gioco.

Svolgimento della partita e premio finale

Inizia la partita con il lancio del pallone da parte del Pallaio sulla linea centrale contemporaneamente alla "sparata delle Colubrine" che segnano l'apertura delle ostilità. Da quel momento i calcianti delle due squadre cercheranno di portare il pallone fino al fondo del campo avversario e depositarlo nella rete segnando così la "caccia" o goal. Se va al di sopra della rete viene assegnata all'avversario.Ad ogni Caccia, le squadre devono cambiare campo. Vince chi ha segnato il maggior numero di Caccie.
Il premio per la squadra vincitrice è una vitella di razza Chianina.
 

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