Arte del sogno De Chirico, Max Ernest, Magritte e Balthus in mostra a Firenze
L'arte del Sogno a Palazzo Strozzi 100 opere del maestro italiano e degli altri protagonisti dell'arte metafisica e surreale
Così è iniziata da circa un mese una delle mostre più belle sul novecento. Con Pittori d'eccezione come: De Chirico, Max Ernest, Magritte e Balthus.
Lo scopo della pittura sosteneva Giorgio De Chirico, non è riprodurrepiù o meno bene quello che vediamo in natura, ma "far vedere ciò che non si può vedere". Non solo, quindi, trasferire e ricreare emozioni, ma indurre nello spettatore le stesse intuizioni sperimentate dall'artista sul significato profondo del mondo e delle cose, aprendo dunque uno sguardo nell'invisibile, come dice il sottotitolo scelto per la mostra "De Chirico, Max Ernest, Magritte e Balthus" che, dal 26 Febbraio al 10 Luglio, in Palazzo Strozzi a Firenze racconta attraverso 100 capolavori la straordinaria parabola di De Chirico e dell'arte metafisica e surreale, e l'influenza che ha avuto sull'arte moderna.
La Visione di Giorgio De Chirico
De Chirico è stato il primo artista a porsi questo obiettivo, e proprio a Firenze nell' Ottobre del 1909 l'allora ventunenne pittore ebbe la prima e completa "rivelazione" del misterioso rapporto che intercorre fra le cose che appaiono e il loro significato: "Durante un chiaro pomeriggio d'autunno ero seduto in mezzo a Piazza Santa Croce ... In mezzo alla piazza si leva una statua che rappresenta Dante avvolto in un lungo mantello... Il sole autunnale, tiepido e senza amore, illuminava la statua e la facciata del tempio.
Ebbi allora la strana impressione di vedere per la prima volta tutte quelle cose. E la composizione del quadro apparve al mio spirito; ed ogni volta che guardo quel quadro rivivo quel momento. Momento che tuttavia è un enigma per me, perchè è inesplicabile. Perciò mi piace chiamare enigma anche l'opera che ne deriva". Così "statue", edifici, atmosfera e ambiente circostante, visioni precedenti e letture precipitano nella sua mente - spiegano i curatori della mostra Paolo Baldacci, Guido Magnaguagno e Gerd Ross - convergendo in una visione completamente trasfigurata della realtà che stava davanti ai suoi occhi. Forse anche per questo, De Chirico si dichiarò "nato a Firenze" nei primi cataloghi del Salons parigini, e nella sua pittura aleggia tanta eco del più severo Rinascimento toscano.
La Mostra e la sua composizione
Al centro dell' esposizione con opere provenienti da raccolte private e da alcuni dei più importanti musei del mondo, le corrispondenze di temi, di soggetti, di sensibilità fra De Chirico e gli artisti che in vario modo hanno raccolto la sua lezione. I lavori selezionati condividono ambientazioni e scenari: strade e stanze pressochè vuote, scatole architettoniche, spazi esterni che si aprono attraverso finestre, o misteriose porte socchiuse, e associazioni incognite di oggetti inseriti in contesti spaziali stanianti: camini, orologi, treni, strane pavimentazioni e orizzonti lontani, fughe prospettiche, piani ribaltati, rebus e relitti di antiche civiltà perdute.
In mostra opere fondamentali di questo rivoluzionario percorso di De Chirico, come l'Autoritratto del 1911, l'Enigma dell' arrivo e del pomeriggio, la Nostalgia dell' infinito o la Serenità del saggio, o i quadri della serie dei "mobili all'aperto" e delle "rovine nelle stanze".
Nel Percorso espositivo De Chirico dialoga con le opere di Renè Magritte, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Max Ernest e Balthus.
Infine, oltre ai capolavori di Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinto, si potranno vedere per la prima volta in una rassegna italiana un gruppo significativo di nove opere di Niklaus Stoecklin, fra i maggiori e più originali rappresentanti del Realismo Magico di area tedesca. "Tratto dall' Informatore"
Orari ed informazioni
Tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 20:00 (Giovedì fino alle 23:00)
Ingresso 10 €
Informazioni tel. 0552645155
www.palazzostrozzi.org
Contatti
Telefona al
Donatello B&B
Cell.: 328 48 900 15
Tel: 055 24 799 43


